2016 anno bisesto

giovedì 31 luglio 2014

Teoria del complotto: chi è stato? - 4


La "teoria del complotto" enumera una serie di  sotto categorie per definire una "congiura" . Wikipedia ne  contempla parecchie. Ma, una volta verificatane la plausibilità attraverso le "Coordinate invisibili"o gli "Indizi nascosti", e' possibile anche  dare un volto preciso  ai "congiurati", ai partecipanti a un complotto?
Qui è' meglio andare con i piedi di piombo perché si può passare rapidamente da una buona intuizione sul fatto che  dietro un avvenimento ci sia un "complotto" , a una bufala o a una leggenda metropolitana, volendo attribuire la responsabilità ai Rosacroce, piuttosto che ai  Rettiliani, piuttosto che agli UFO o al Majestic, o altri personaggi ben enumerati nel link:  it.wikipedia.org/wiki/Argomenti_delle_teorie_del_complotto
Davanti a certi avvenimenti eclatanti e' facile sospettare che a muoverne i fili non sia stato il cieco Caso ma qualcun altro, più difficile e, direi erroneo, puntare il dito contro qualcuno, con troppa precisione.

È chiaro che il protagonista della storia è l'uomo, poi ci possono essere altri Fatti o Deuteragonisti  che si nascondono dietro alle più svariate sigle.
Meglio  quindi sarebbe individuare le direttrici, gli obbiettivi, gli scopi che sottendono certi accadimenti: ciò che avviene è per la pace o per la guerra, per il bene o per il male e la distruzione dell'umanità ? Quali fini vengono raggiunti?
Questo è già un grosso discriminante per giudicare le cose e rintracciare le Coordinate invisibili, gli Indizi nascosti. Il fine ultimo e' quello che conta, insieme ai risultati. Sempre salvando l' Eterogenesi dei fini, che, a sua volta, può  essere, a sua volta, un indizio prezioso, un Indizio nascosto.
Non vedo nulla di meglio per giudicare  gli avvenimenti storici accaduti che quello di individuarne le Coordinate invisibili e incrociarle con questi passi del Vangelo ( non ho trovato niente di più  calzante nei vari libri sacri delle varie religioni):

..." (Lu. 6,43-45). Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

..."(Mt. 7,15-19) Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così  ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un  albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco."

Ecco, in questo modo si possono trarre delle conclusioni più realistiche 
In questo modo, in alcuni casi,  è più facile dare un volto ai "complottisti", ai responsabili di un fatto. Le sigle, in fondo, sono secondarie.



martedì 29 luglio 2014

Verità storiche: le coordinate invisibili - 3



Consideriamo un avvenimento storico e la sua "versione convenzionale". 
Di solito vengono considerate:
1) - le cause immediate o scatenanti
2) - le cause remote

Prendiamone uno di attualità: lo scoppio della prima guerra mondiale.
Le cause scatenanti sono troppo evidenti per negarne la realtà: nel nostro caso, la causa immediata e', senza dubbio, l'attentato all'erede al trono austroungarico a Sarajevo. 
Per quanto riguarda invece le cause remote, solitamente, nel mondo ufficiale degli "esperti", si elencano una serie di avvenimenti, ovvii, sfumati e generici: e qui abbiamo la prima azione  fuorviante di neutralizzazione per impedire che si scoprano i veri motivi per cui questa guerra è scoppiata. 
Naturalmente su questo argomento ( la prima guerra mondiale ) si sono scritti migliaia di libri, si sono fatti migliaia di servizi televisivi e centinaia di migliaia di ipotesi: nazionalismi, la "revanche " francese contro l'imperialismo tedesco, la paura del socialismo nelle classi abbienti, predominio delle caste militari, desiderio di riscatto del proletariato... Se però  si va a fondo non emergono mai conclusioni precise. Le ipotesi si lasciano fluttuare, una vale l'altra, sono tutte sullo stesso piano. Se seguiamo le tesi del "politically correct" alla fine ci troviamo con un pugno di mosche e possiamo solo abbandonaci alle rievocazioni  retoriche ed emotive. Così ogni anomalia sarà azzerata....
Altre ipotesi, più concrete, che disturbano il pensiero debole, sono accuratamente celate. Ed è quello il momento di incominciare.
Incominciare a cercare le Coordinate Invisibili.

Iniziamo facendoci delle domande con un "brain-storming ":
- perché  una guerra, nel cuore di un continente ( l'Europa) ricco e civilmente avanzato, relativamente al resto del mondo?
- perché una guerra, dove non c'era crisi economica grave, dove c'erano già un'industria fiorente e una globalizzazione virtuosa (attraverso le colonie), dove pareva esserci una certa stabilità sociale ("valori" comuni condivisi), in un continente che era -in un certo senso - il " gendarme del "mondo" di allora e ne garantiva l'equilibrio ?
- perché una guerra, dove si stavano delineando, con i sindacati e i partiti politici, welfare, equità e giustizia sociale?
- e naturalmente la domanda principale: CUI  PRODEST?

A quest'ultima domanda possiamo subito rispondere: 
- a chi voleva bloccare un processo positivo per l'Europa prima che arrivasse a un punto di non ritorno, difficile da contrastare,
- a chi interessava sostituirsi nella gestione del potere per  imporre la propria volontà, la propria visione del mondo, diversa da quella vigente.

Qual era il potere vigente in Europa? 
Naturalmente quello dei due principali Imperi, il Russo e l'Asburgico, imperi che avevano caratteristiche particolari: erano l'opposto del nazionalismo serpeggiante, non basavano la loro economia sull'utilitarismo puro di stampo capitalistico e difendevano una visione religiosa della storia. Stesso atteggiamento che, con le dovute differenze di tradizioni e civiltà, nel medio Oriente, veniva fatto dall'Impero Ottomano
Qual era il potere che a questi Imperi si opponeva?
C'era il giovane Impero Tedesco che nasceva da presupposti nazionalisti a differenza dei primi tre, c'era la Repubblica Francese che era risorta dalle ceneri di una Rivoluzione, contraria all'unione di Trono e Altare, c'era il mercantilismo dell'Impero Inglese  di matrice  prepotentemente utilitaristica, e, lontano, un'America in fermento.
Tutte realtà basate su forti caratteristiche "nazionali" e " laiche".
Incrociamo queste Coordinate  invisibili  con la presenza di un potere nascosto e trasversale all'Europa e al mondo, un potere che poteva unire militari, imprenditori, industriali, principi "illuminati", borghesi e progressisti di ogni genere. Un potere che voleva abbattere lo status quo per ricostruire un "mondo nuovo" con altri presupposti: ed ecco delinearsi una versione "non tradizionale" sullo scoppio della prima guerra mondiale che molto difficilmente i libri di storia riportano.
Guerra che distrusse l'Europa in una carneficina senza uguali, che precipitò l'intero continente nel " mondo nuovo" del nazismo dei campi di sterminio e del comunismo dei gulag e, che se ci si illudeva potesse avere uno scopo positivo, non lo raggiunse.
Eterogenesi dei fini.
Ma oggi, questi pericoli, sono scomparsi?
Provate a raggiungere una risposta identificando le coordinate nascoste, partendo da un fatto d'attualità

lunedì 28 luglio 2014

Verità storiche e Teoria del Complotto - 2




Come verificare la veridicità di un fatto storico?
Ovviamente in modo razionale.
Ritorniamo per un momento ad alcuni punti della "teoria del complotto".
Gli scettici davanti a una versione storica " creativa" o alternativa sostengono che:
  1. Non è sostenuta da prove sufficienti.
  2. È formulata in modo tale da essere non verificabile.
  3. È complessa in maniera improbabile.

I difensori di questa versione rispondono puntualizzando che:

A) - Le persone potenti coinvolte nella cospirazione nascondono, distruggono od offuscano le prove.
B) - Gli scettici non sono dotati di una sufficiente apertura mentale.
C) - Gli scettici potrebbero essere politicamente motivati o avere interesse a mantenere lo status quo.

Cominciamo dal punto A:
 se abbiamo fonti storiche ben precise, suffragate da testimoni oculari è giusto confutare le versioni " creative" e alternative a un fatto storico che poggiano su fonti e documenti dubbi o inesistenti, non è questione di "offuscare le prove", se non ci sono i presupposti.

Punto B:
L'affermazione A spiazza anche chi sostiene che  che gli scettici possano essere ristretti di mente o amanti dello status quo: le loro confutazioni invece hanno un fondamento logico e razionale poiché certe versioni non sono sostenute da prove sufficienti. Si possono, infatti, fare mille congetture, come insegna la matematica, ma poi bisogna dimostrarle. E fino a dimostrazione avvenuta rimangono solo congetture prive di veridicità. Solo le versioni di un fatto storico che possono essere dimostrate o avallate da fonti sicure possono essere accettate.

Punto C:
Infine, pur potendoci essere dimostrazioni attendibili di una versione "alternativa" se esse  si rivelano troppo cervellotiche - andando contro al principio  del "rasoio di Occam" : « A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire » - e' chiaro che è' molto più accettabile un ragionevole principio di buon senso piuttosto che una spiegazione contorta.
Facciamo un esempio: se abbiamo davanti a noi un manufatto tecnologico, una televisione o un computer, sarà più ragionevole sostenere che sono stati fatti dall'uomo piuttosto che tirare in ballo il Caso che nelle sue innumerevoli combinazioni acefale, rimestando, magari, un Brodo Primordiale, ha confezionato tali oggetti.

Queste, comunque sono solo delle considerazioni preliminari, poi ci sono quelle che si possono definire le "Coordinate invisibili" o gli "Indizi silenziosi" e vedremo cosa sono nel prossimo post.