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domenica 13 luglio 2014

Verità storiche e Teoria del Complotto - 1





Stabilire la veridicità di un fatto storico, non è cosa da poco.Ci sono le fonti, naturalmente: documenti e testimonianze difficilmente contestabili, ma tutto ciò - e nel XX secolo ne abbiamo avute  prove eclatanti - può essere confutato da "verità costruite" ad arte.
Naturalmente questo modo di affrontare la veridicità di un fatto storico, in cui si prospetta la possibilità di manipolazioni, viene spesso indicata come la "Teoria del complotto".
Secondo  Wikipedia.    la locuzione "Teoria del complotto "(o della cospirazione) è : "una  teoria che attribuisce la causa prima di un evento o di una catena di eventi (in genere politici, sociali o talvolta anche naturali) a un complotto o una cospirazione. Questo tipo di ricostruzione sovverte spesso il senso comune o la verità comunemente accettata."

Ormai, però i media hanno quasi istituzionalizzato questo approccio alle verità storiche, o perché è trendy ipotizzare versioni alternative  di un fatto anche da un punto di vista accademico, o perché ci si mette il cinema, la fiction, la spy story, a contestarlo.
Possiamo far risalire questo approccio alla mentalità relativistica che si è venuta costituendo sempre più spiccatamente dopo la seconda guerra mondiale, mentalità che pone tutte le opinioni sullo stesso piano, prediligendo quelle che, di volta in volta, sono  appannaggio del " politically correct" di una maggioranza o di una minoranza particolarmente attiva, salvo, poi, rivolgersi ad altre opinioni più incisive  in un momento successivo.

(Wikipedia) "Nel giustificare la classificazione di una teoria come "Teoria del complotto", si tende logicamente a sollevare principalmente le seguenti obiezioni alla teoria:

Non è sostenuta da prove sufficienti.
È formulata in modo tale da essere non verificabile.
È complessa in maniera improbabile.
I difensori rispondono puntualizzando che:

Le persone potenti coinvolte nella cospirazione nascondono, distruggono od offuscano le prove.
Gli scettici non sono dotati di una sufficiente apertura mentale.
Gli scettici potrebbero essere politicamente motivati o avere interesse a mantenere lo status quo.

Gli storici generalmente usano il termine cospirazione per indicare una cospirazione reale e provata o, quanto meno, seriamente plausibile e con alcuni solidi elementi a supporto. Il termine "teoria del complotto" viene invece usato, in ambito sociologico, per indicare le cospirazioni solo presunte ma non dimostrate da alcunché. Lo storico Richard Hofstadter, nel saggio The Paranoid Style in American Politics del 1964, sostenne che la paranoia e la convinzione dell'esistenza di complotti hanno caratterizzato la storia degli Stati Uniti d'America fin dalla rivoluzione americana.**

Le cose sono complicate dal fatto che gruppi o individui potenti possono avere interesse nel cercare di screditare coloro i quali li accusano di crimini reali o immaginari. L'etichetta di "Teoria del complotto" è stata utilizzata per squalificare, schernire e denigrare il dissenso politico o sociale, ad esempio quando una potente figura pubblica viene accusata di corruzione.


In una situazione di questo  genere diventa più arduo stabilire una verità storica o le sue reali conseguenze. Ma ciò si può fare. Come? Vediamolo nel prossimo post.



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** Richard Hofstadter, The Paranoid Style in American Politics, Harper's Magazine, novembre 1964, pp. 77-86.
^ Richard Hofstadter, Paranoid Style in American Politics, Vintage, 1973, ISBN 0-394-70385-5, 9780394703855