2016 anno bisesto

giovedì 19 giugno 2014

Historia magistra vitae? Verità, manipolazioni, oblii : la fine del romanzo storico - 2: la risposta

        
Toulouse Lautrec - Moulin Rouge          
 
    soldati tedeschi - guerra '14 - '18


Gianbattista Vico, tra il Sei e il Settecento, elaborò la teoria dei " corsi e ricorsi storici". Questa teoria - semplificando al massimo -  sosteneva che  nella Storia umana, processi storici simili si ripetessero ciclicamente e quindi, salvate alcune variazioni minori indotte dai popoli, dai costumi e dalle circostanze  mutate dei tempi, tali processi si potevano prevedere con un certa sicurezza e, con loro, lo sbocco che avrebbero potuto avere in seguito.

Questa teoria dei "cicli ricorrenti" . stabilendo costanti, permette di attribuire una base scientifica alla ricerca storica, nella misura in cui si riesca a estrapolare una serie di parametri e discriminanti comuni -  costanti e variabili, appunto - per definire e catalogare le diverse epoche, per poi passare a  elaborare modelli matematici. Inoltre permette di "disegnare" con una certa discreta approssimazione il " ritratto" di un certo popolo o di una certa nazione e pronosticare le loro  vicende future.
Di più: raccogliendo gli indizi più diversi tramite un’indagine approfondita si può ricostruire un intero quadro storico: i motivi, le cause e anche (con vere basi storiche, naturalmente, e   non certo con le" invenzioni creative" che abbiamo visto usare  negli ultimi anni, con molta disinvoltura, dagli scrittori di  "fantastoria")   i burattinai nell’ombra…
Come un teorema matematico.
Si può condividere più o meno una teoria del genere: certo è - difficile controbattere -  che i "corsi e i ricorsi" non mancano anche nella  Storia più vicina a noi : quella, per intenderci, degli ultimi  sei, sette secoli, ma non solo quelli. Seguendo il metodo storiografico di Vico il romanzo storico, sia esso proiettato nel passato, nel presente e - perché no? - nel futuro ha solide basi e garanzie di veridicità.
 




Una prova possiamo averla leggendo il divertente romanzo di Chesterton: "L'osteria Volante", prova vivente che la "psicostoriografia" di Isaac Asimov non è un'opinione..
Conoscete? "L'osteria Volante" ?. Ne avete vagamente sentito parlare? Se sì, c'è ancora speranza per il Romanzo Storico. Ma non ci scommetterei...
E guardiamo quello che succede  in questi ultimi anni: forse è proprio perché la teoria di Vico ha un suo fondamento che oggi  la Storia è  fatta sottostimare apposta. Sembra spesso che ci sia il tentativo subliminale, da parte di alcuni gruppi che ne hanno interesse, di fare " dimenticare" la vera Storia alle nuove generazioni in modo che non comprendano in che direzione sono condotte, in quali vecchi errori, vestiti a nuovo, sono trascinati da chi vuole approfittare dell'ignoranza altrui per fare il proprio vantaggio….
Sono note certe "invenzioni creative" che hanno costellato nei decenni passati, libri di testo di storia  nelle nostre scuole e che hanno sollevato più di una protesta.
 
Osserviamo, per esempio, la sordina che è stata messa proprio nel suo centenario (1913/14- 2013/14) alla Grande guerra. Celebrazioni? Molto inadeguate.  Libri e Pagine di giornali?  Convenzionali.   Fiction? Scarse e poco pubblicizzate, per lo più di maniera. Sempre e comunque ricostruzioni di “luoghi comuni”, mai critiche o contradditorie…
E  la Belle Époque? Il periodo che preparò la Grande Guerra? Chiedete agli studenti medi, quelli che frequentano quelle scuole dell’obbligo che dovrebbero  gettare le basi per i cittadini di domani: ignoranza quasi assoluta. Eppure la Belle Époque assomiglia terribilmente al mondo occidentale di oggi e  i riferimenti alla cultura, ai problemi sociali e del lavoro, alle crisi economiche, alla politica, alla finanza, alla necessità di fonti energetiche di allora, assomigliano in modo impressionante a quelli odierni.

Non parliamo poi della Storia antica: i popoli del Mediterraneo, dagli Egizi ai Romani: chi ha buone basi? E’ tanto se si balbetta di Piramidi e Sfingi. Fidia? Chi era costui?
Stessa fine fanno la Storia dell'Arte, della Musica, del Costume, doverosi e necessari arricchimenti alla Storia propriamente detta. (Conoscete qualche genitore che non abbia detto a suo figlio che frequenta le scuole medie: "Non preoccuparti dei voti di Arte e di Musica, tanto sono materie di serie B...)
Eppure si tratta dell’infanzia delle nostre radici, del nostro essere nel mondo…storia di cui sono a conoscenza solo gli addetti ai lavori e spesso in modo non completo appunto perché figli di una preparazione lacunosa.

Il Romanzo storico, melange  di Storia, avventure e sentimenti è capace di  fare rivivere mondi, di dipingere scenari di verità, aprire porte dimenticate...
Ma il Romanzo storico, in quest'ultimo decennio,  è la principale vittima di questo andazzo soprattutto in Italia : è guardato con sospetto, perché con le sue vicende potrebbe avvincere, e avvincendo allargare gli orizzonti asfittici del politically correct, e aprire strade proibite, e seminare dubbi, e risalire a paragoni imbarazzanti, e creare cerchi nell’acqua stagnante, in parole povere : far pensare. Peccato gravissimo, oggi. Oggi non si deve pensare troppo, riflettere e sapere. L'uomo della strada non deve sapere.
Perché sapendo, si controlla.

Appunto, come si è detto nel precedete post citando Orwell: Chi controlla il passato controlla il futuro e chi controlla il presente controlla il passato”…




2 commenti:

Anonimo ha detto...

Molto interessante, particolarmente la parte sulla fantastoria

Anonimo ha detto...

Ma le fondamenta della cultura della attuale generazione sono affidate al ministro della pubblica istruzione pro tempore (ministro Giannini,mi pare)