2016 anno bisesto

sabato 20 dicembre 2014

L' Arte, l'Anima e la UE





Carlo Scarpa - Biennale Venezia
Annigoni- Elisabetta II
E.Bergagna - Autoritratto
   
 
E.Bergagna- Apocalisse                            Mitoray- Varsavia

Mitoray - Teste


Mai, come nel Ventesimo secolo in Europa, si è sviluppata una débâcle delle arti figurative che rischia di trascinarsi anche nel Ventunesimo secolo.
Non è la mancanza di grandi artisti, ovviamente: questi esistono e si manifestano in tutte le epoche, ma l'appalesarsi di un odio  sistematico per tutto ciò che è veramente bello, armonioso, grande: l'Anima di un continente, appunto.
C'è stato e c'è la protervia di perseguire, sminuire, soprattutto nascondere e cancellare tutto quello che in questi due secoli non  è stato o non è supino al politicamente corretto e ai suoi "kerigma": esaltazione della bruttezza, dell' amoralità, del minimalismo deteriore possibilmente circoscritto a ciò che è pura materia, a sua volta prevedibilmente caotica e negatrice della realtà. 
Morte, inconsistenza, negazione, pessimismo sono gli unici messaggi accettati. Sul resto, su ciò che sempre è stata arte, sul suo messaggio di elevazione e bellezza, armonia deve calare il silenzio.
E per ciò che costituisce il passato dell'arte, che ancora non può essere negato e riscritto del tutto ( come già abbondantemente si tenta con la Storia) perché sarebbe un' operazione ancora troppo macroscopica per i tempi, ecco inventarsi le "visite all'Arte": le mandrie, i carrozzoni, le masse ignoranti che, intruppate, vagano, a suon di ticket costosissimi, a peregrinare - spesso senza capire niente - attraverso i musei e le mostre, dove i capolavori, reinterpretati secondo il politicamente corretto, sono proposti come vestigia di miti sorpassati. E, naturalmente,  la sorte peggiore è riservata all'arte religiosa, riproposta secondo schemi appropriati che ne cancellino i veri significati.
Difficilissimo, se non impossibile, farsi "leggere" in maniera corretta,  un'opera d'arte da uno studente delle  Medie, del Liceo o dell'Accademia. La giusta lettura è affidata alla sensibilità, alla cultura, alla passione personale ed è purtroppo una dote ormai da autodidatta.
Perché l'Arte non è economia, finanza, e quindi è irrilevante. Solo quando può "rendere" lo diventa e questo si verifica solo nelle mostre, nelle aste, nei "giri" di chi decide sulla sua importanza...
Dell' " arte moderna" infatti è proposto solo ciò che è allineato alla politica e alla cultura dominante, mentre tutto ciò che potrebbe elevare, riflettere, deviare dal relativismo del pensiero unico è dimenticato e soffocato. Non esiste.
Chi conosce  ancora Carlo Scarpa - il nostro Wright - l'architetto del vivere con armonia nella natura, chi si ricorda di Annigoni, il Raffaello del XX secolo, di Mitoray, quasi un nuovo Michelangelo, o Ernesto Bergagna, grande surrealista italiano? Non so quanti di voi conoscono questi nomi. Se ne potrebbero elencare decine, messi in ombra dal pensiero unico che ormai domina questa Unione Europea senza anima.
La sorte peggiore è poi riservata all'arte religiosa, quella che più di ogni altra cosa deve essere " normalizzata" per i burocrati UE: le chiese "hangar" ( ciò che non è nudo, spoglio, deprimente non è religioso...), le Vie Crucis minimaliste di plastica e i ( pochi) quadretti devozionali. Gli artisti poi, elogiati dalle Gerarchie, chiamati a " nuove evangelizzazioni", sono accettati solo se le loro opere sono incomprensibili, religiosamente confuse e soprattutto "sperimentali" anche nella dottrina.
Pochi veri artisti, raramente riescono a infragere questo muro di gomma, coloro che riescono a trovare uno sponsor autorevole e intelligente che ami davvero l'arte.
Povera Europa, che vuole cancellare i suoi artisti per cancellare le sue radici cristiane! Auguriamoci un risveglio  almeno, dall'intelligenza delle persone, dalla vera cultura, dalla devozione popolare, dal " piccolo resto"! 
 
 




domenica 9 novembre 2014

La caduta del Muro

Il "Caso" o qualcosa d'Altro?  9 novembre 1989, dimenticare è comodo...facile parlare del "Muro"

La caduta  del muro a cui segui' la caduta dell'URSS e il ritorno del cristianesimo in Russia.... tutti parlano dell'abilita' delle diplomazie, delle fatalità della storia, di "sogni avverati", invece che di miracoli ... pochi o nessuno, oggi, ricordano il 13 ottobre 1917 a Fatima. Difficile credere a ciò che, prima che accadesse, era già stato annunciato dalla Madonna alla Cova di Iria. Difficile anche per alcuni  uomini di Chiesa ... Oggi sui giornali tante chiacchiere e pochi riferimenti a Fatima e alla Madonna. Perché?

(Immagine coperta da copyright - riproduzione vietata)

martedì 14 ottobre 2014

Dottrina, prassi e guanti bianchi- una domanda

Giotto - Cappella degli Scrovegni: Gesù scaccia i mercati dal Tempio

Secondo voi, quando Gesù scacciò i mercanti dal Tempio,
disquisì con loro di dottrina e prassi
e  usò "savoir faire ", delicatezza e guanti bianchi ?

Buon Governo, Cattivo Governo...

L'Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo - L'arte passata che ci parla dell'oggi.

Il problema di un buon governo o di un cattivo governo non è solo di oggi. Infatti se noi visitiamo il Palazzo Pubblico di Siena, nella sala del Consiglio possiamo ammirare un ciclo di affreschi sull'argomento, dipinti da Ambrogio Lorenzetti  e databili al 1338-1339. Gli affreschi, che dovevano ispirare l'operato dei governatori cittadini che si riunivano in queste sale, sono composti da quattro scene disposte lungo tutto il registro superiore di tre pareti di una stanza rettangolare, detta Sala del Consiglio dei Nove, o della Pace.
Ispirare gli amministratori o metterli in guardia dalle responsabilità delle loro azioni era certamente lo scopo principale di quest'opera che, comunque, testimonia come il problema della buona o cattiva amministrazione attraversa imperturbabile i secoli fino a giungere a noi inalterato.
Guardando le scene rappresentate, colpisce soprattutto, per il buon governo, la città ordinata dai colori vivaci, con una festa di nozze, gente  laboriosa, commerci, una campagna serena e coltivata.

Ma la parte più interessante è quella del cattivo governo.
Si trova sulla parete laterale sinistra, a sinistra dell'Allegoria del Cattivo Governo. La città è pericolante e piena di macerie, perché i suoi cittadini distruggono piuttosto che costruire, vi si svolgono omicidi, innocenti vengono arrestati, le attività economiche sono miserabili. La campagna è incendiata ed eserciti marciano verso le mura. In cielo vola il sinistro Timore. Il risultato appare infatti denso di riferimenti storici artistici e letterari; da tutto ciò nasce dunque un progetto molto ambizioso dai toni polemici e perentori nei contenuti., che intende coinvolgere il pubblico in riflessioni che investono direttamente l'attuale contesto socio-politico.

Nel dipingere le scene Ambrogio ricorse a stratagemmi fini, per esempio nel Buon Governo la prospettiva e la luce sono costruite in modo da mostrare serenamente la città fino in profondità. La composizione è paratattica, idealizzata e complessa. La prospettiva si manifesta grazie a più punti di vista, attraverso i quali si esprime la profondità. Non c'è una fonte di luce ben definita che fornisce l'illuminazione al paesaggio. Per quanto riguarda il colore, vengono utilizzate varie sfumature, più accese per la città rispetto a quelle utilizzate per la campagna, dove prevalgono il giallo e il verde. Il colore è steso in modo omogeneo. La scura città del Cattivo Governo dà subito una sensazione di disarmonia, con tetri edifici che bloccano la visuale.
 Tuttavia questa rappresentazione non era fine a se stessa (volontà di portare una testimonianza di un paesaggio) ma fa parte di un preciso messaggio politico, veicolato dal paesaggio: la campagna qui illustra allegoricamente un concetto (di effetto di un regime politico), non "un" paesaggio.
La parte più interessante resta, comunque, la rappresentazione del Cattivo Governo dove si sottolinea il lavoro del fabbro che fabbrica armi, il ratto brutale di una donna e, nella campagna, case incendiate. Presidia poi, nel consesso dei governanti, un personaggio importante ( la Tirannia) paragonato a un diavolo.

Al di là dell'iconografia medioevale, comunque,  una cosa è  certa: nel cattivo governo, ieri come oggi, il risultato non cambia: azioni  tese al guadagno, al vizio, alla corruzione, alla violenza, portano distruzione, guerra e città in rovina.
Può  cambiare o essere capovolta la percezione e la prassi della morale pubblica, ma il risultato non cambia.
Qualcosa su cui meditare anche e soprattutto oggi.
buon governo - la pace che influisce con  altre virtù il Consiglio (particolare)


buon governo - il  Consiglio

buon governo - la festa di nozze
cattivo governo  - il Consiglio
Cattivo governo - la tirannia  che presiede (particolare)
gli effetti del buon governo in campagna
gli effetti del cattivo governo in campagna
Altri particolari alla pag:  www.francescomorante.it/pag_2/201ic.htm

giovedì 9 ottobre 2014

Sinodi, famiglie e matrimoni - "Ut unun sint "



Nell'udienza del 8 ottobre Papa Francesco ha detto" Mai rassegnarsi  alle divisioni dei cristiani"...

Se vogliamo fare una riflessione pacata su questo invito all'unita' - in questo periodo di "Sinodo sulla Famiglia", in cui gli animi fanno presto ad accendersi e contrapporsi -credo che prima di tutto dobbiamo chiederci perché Cristo è morto per noi sulla Croce. Per salvarci tutti, ovviamente. Ma salvarci come? Ribadendo la Legge antica ( Tora') nell'amore di Dio (= Grazia=Sacramenti). Tutto questo è rimasto quasi ovvio fino al secondo millennio quando ci sono state, in secoli diversi, le divisioni tra i cristiani che ancora sussistono. Noi cattolici abbiamo sentito, allora, il bisogno di ribadire i punti forti che definiscono la salvezza in Cristo, e l'abbiamo fatto con il Concilio di Trento, dove le verità essenziali della Fede sono state definite con estrema chiarezza. 

Se, poi, stiamo all'enunciato -  condiviso sia da Benedetto XVI che da Francesco - dell'" Ermeneutica della Continuità", nulla di ciò che è stato definito dai precedenti Concilii è stato abrogato dal Vaticano II. Ergo possiamo cercare "nuovi linguaggi" per parlare al mondo ( sono 50 anni che li cerchiamo...) ma la "sostanza della fede" il "depositum fidei " non può mutare. Giusto camminare verso l'unità voluta da Cristo con tutto l'amore reciproco e la preghiera. Ma questo lo possiamo fare solo attraverso la Grazia Santificante dei Sacramenti ( che sono 7:  Trento, ipse dixit) rispettando le parole di San Paolo riguardo all'Eucaristia, che è il Sacramento per eccellenza da cui discendono e si conformano tutti e cinque quelli dei " vivi "**:
Corinzi 1 cap. 11,27 - 30: "Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti ( ammalati, infermi, e morti spiritualmente: il famoso "ospedale da campo" di Francesco...) 
Qualcuno oggi, da questo Sinodo, sogna  l'ennesima "riforma" della Chiesa, augurandosi  certe audaci"aperture", altri si irrigidiscono ad ogni parola sospetta e ciò, invece di unire, divide. Ma è chiaro che l'unita' della Chiesa avverrà soltanto per opera dello Spirito Santo quando gli uomini desidereranno, non vincere le loro battaglie particolari , ma essere uniti davvero in Cristo come Lui vuole.

A proposito delle accese discussioni di queste settimane attorno a questo Sinodo è anche bene ricordare alcuni brani di una conversazione tra San Giovanni Paolo II e l'intellettuale polacco Stanislaw Grygiel, riportato nel suo libro: 
"L'AVVENIRE DELL'UMANITÀ PASSA ATTRAVERSO LA FAMIGLIA"
(Familiaris consortio, 86) * che Sandro Magister riporta nel post :
e che  si riferiscono al lavoro fatto per il precedente Sinodo sulla famiglia voluto da san Giovanni Paolo II nel 1980:

"Con i matrimoni e le famiglie spezzati bisogna com-patire e non invece averne pietà [....] Il sentimentalismo pietoso è dimentico di come sono "dal principio" le  cose dell'uomo, mentre la com-passione, essendo un soffrire con quelli che si sono smarriti "nella selva oscura", ridesta in loro la memoria del Principio e indica la via del ritorno ad esso. Questa via è il Decalogo osservato nei pensieri e nelle azioni: "Non uccidere! Non fornicare! Non rubare te stesso alla persona alla quale ti sei donato per sempre! Non desiderare la moglie del tuo vicino!". […] Il Decalogo inciso nel cuore dell'uomo difende la verità della sua identità, che si compie nel suo amare per sempre. […]

[...] In una delle nostre conversazioni su questi dolorosi problemi Giovanni Paolo II mi disse: "Ci sono cose che devono essere dette senza riguardo per le reazioni del mondo". […] I cristiani che per paura di essere riprovati come nemici dell'umanità si piegano a compromessi diplomatici con il mondo deformano il carattere sacramentale della Chiesa. Il mondo, ben conoscendo le debolezze dell'uomo, ha colpito innanzitutto "l'una carne" di Adamo e di Eva. Cerca di deformare in primo luogo il sacramento dell'amore coniugale e a partire da questa deformazione cercherà di deformare tutti gli altri sacramenti. Questi costituiscono infatti l'unità dei luoghi dell'incontro di Dio con l'uomo. […] Se i cristiani si lasceranno convincere dal mondo che il dono della libertà recato loro da Gesù rende difficile e persino insopportabile la loro vita, si porranno al seguito del Grande Inquisitore dei "Fratelli Karamazov" e metteranno Gesù al bando. Allora che cosa accadrà all'uomo? Che cosa accadrà a Dio che è diventato uomo?

Prima di essere ucciso Gesù dice ai discepoli. "L'ora viene che chiunque vi ucciderà crederà di rendere un culto a Dio… Al mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo" (Gv 16, 2.33).

 E, ancora, riguardo alla famosa Grazia Santificante, Grande dimenticata di fine ( e inizio) Millennio:

"Una sera nella sua casa, erano gli anni Sessanta, il cardinale Karol Wojtyla era rimasto a lungo in silenzioso ascolto degli interventi di alcuni intellettuali cattolici che prevedevano una inevitabile laicizzazione della società. […] Quando quei suoi interlocutori finirono di parlare, egli disse soltanto queste parole: "Nemmeno una volta è stata da voi pronunciata la parola grazia". Ciò che egli disse allora, lo ricordo ogni volta che leggo gli interventi di teologi che parlano dl matrimonio nell'oblio dell'amore che avviene nella bellezza della grazia. L'amore è grazia, è "dono di Dio". […]

Sinodi, matrimoni, famiglie. Su questi argomenti ci sarà da riflettere...
_______________________________
* la " Familiaris Consortio" è un documento che trae origine dal Sinodo  sulla famiglia del 1980 voluto da san Giovanni Paolo II
** sacramenti dei "vivi"     :  eucaristia, cresima, ordine, unzione dei malati, matrimonio.
     sacramenti dei " morti"  : battesimo, confessione.

martedì 30 settembre 2014

martedì 23 settembre 2014

Donne del sogno, donne della realtà

Greer Garson – “La Signora Miniver”
Nel 1942, la Metro-Goldwyn-Mayer produsse il film “La signora Miniver” ambientato nella Gran Bretagna del 1940, in un ‘Inghilterra - forse vera, forse mai esistita - evocata comunque dalla propaganda di guerra  in uno dei momenti più drammatici del secondo conflitto  mondiale, quando Hitler, che stava per iniziare l'Operazione "Leone Marino (Unternehmen Seelöwe)” per conquistare la terra di Albion, sconfisse i francesi e i loro alleati a Dunkerque (26 maggio - 3 giugno 1940), costringendoli a lasciare il continente e a ritirarsi precipitosamente in l’Inghilterra.
Per gli USA era un appoggio morale a quelli che da circa un anno (7 dicembre 1941:  Pearl Harbour) erano diventati i loro più stretti alleati nella stessa guerra, ma il film divenne qualcosa di più di un mediocre mezzo di propaganda, e, vuoi per la trama azzeccata, vuoi per la bravura degli attori, divenne un vero e proprio “cult”.

La vicenda della “Signora Miniver” -  tranquilla casalinga inglese della Middle Class, moglie adorabile, tenera madre, amante di fiori, bambini, gare  benefiche e cappellini, suocera perfetta, capace di affrontare, mentre prepara il the, il paracadutista tedesco atterrato nel suo giardino, e consegnarlo, senza violenze, all’esercito inglese – ruota attorno al ritiro degli alleati dal continente  (l'operazione Dynamo) lungo le spiagge di Dunkerque.
Figura retorica? Certamente. Ma capace di entusiasmare e motivare le generazioni femminili di quella stagione di guerra e massacri, non solo inglesi ma di tutta Europa, capace di riassumere in un sol colpo lo spirito di Camelot e di “ Rule Britannia”, della “Home Sweet Home” e dell’Europa cristiana dei cavalieri antichi.
Oggi le casalinghe, i concorsi  per la migliore rosa dell’anno e le suocere "buone"  fanno sorridere - se non qualcosa di peggio - i conflitti tra l’Upper Class e la Middle Class sono stati dimenticati perfino a casa loro, nel Regno Unito. Eppure furono tante donne come la signora Miniver, in tutta l'Europa, con il loro coraggio silenzioso, a contribuire alla vittoria sul nazismo. Oggi la signora Miniver sarebbe probabilmente una madre single, vestita jeans o etno, più simile alla Sarah Connor di “Terminator” che alla disarmante casalinga di un tempo e non si farebbe problema a far esplodere la testa del suo nemico, chiunque fosse, buono o cattivo, con un’arma laser.

Svolta del secolo o del Millennio? Probabile.

Eppure solo vent’anni fa la “signora Miniver” rivisse in quella che fu l’ultimo grande statista inglese del Novecento che, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, rievoco' nell'immaginario collettivo europeo,  quel mito fatto appunto dallo spirito di Camelot e di “ Rule Britannia”, della “Home Sweet Home” e dell’Europa cristiana dei cavalieri antichi: soprattutto di una certa Europa, che  ella non volle snaturata, anonima e per tanti versi inquietante, come l’Europa dell’Euro: Margaret Thatcher.
Come la signora Miniver, appartenente anche lei alla Middle Class, Margaret Thatcher combattè davvero ( nessuno sembra ricordarlo ma fu uno dei suoi più grandi meriti)  per la democrazia e la libertà, quando scalzò il regime dittatoriale dei Generali argentini che volevano appropriarsi delle isole Falkland, liberando l’Argentina stessa dall’incubo oscuro in cui era precipitata.
Donne del sogno, donne della realtà.
Forse ritorneranno quando l'Europa dei mercanti e dei banchieri non basterà più.
Margaret Thatcher
Arrivederci signora Miniver, arrivederci signora Thatcher.