2016 anno bisesto

sabato 16 agosto 2014

Le architetture fasulle





C'è qualcosa di estraneo nelle architetture raffigurate sulle banconote dell'euro. Vorrebbero rappresentare gli "stili architettonici"  che hanno attraversato i secoli europei, in realtà  sono solo delle rappresentazioni astratte. 
Abbiamo bellissimi monumenti in Europa, castelli, ville, cattedrali, fabbriche,  che ricordano il nostro passato, le nostre radici : in ogni nazione non mancano magnifici esempi : eppure si è preferito nascondere tutto dietro una cortina fumogena a vantaggio di costruzioni fasulle che spiccano sull' orizzonte del nulla.  Come un volto muto senza lineamenti, storia, passioni.
Un volto estraneo.
Un volto non umano. 
E' questa l'Europa che ci stiamo costruendo?


venerdì 15 agosto 2014

Il "Mondo Nuovo" ovvero Il Migliore Dei Mondi Possibili

   





Come riporta Wikipedia "La teoria del complotto del Nuovo ordine mondiale (spesso comunemente identificata con la locuzione Nuovo  ordine mondiale, in lingua latina : Novus Ordo Mundi, in lingua inglese : anche con l'acronimo NWO corrispondente a New World Order), è una teoria del complotto, mai dimostrata, secondo la quale un presunto gruppo di potere oligarchico e segreto si starebbe adoperando per prendere il controllo di ogni organizzazione statale del mondo, al fine di conquistare  il dominio su tutta la Terra."

Queste "teorie" possono avere più o meno attinenza con la realtà; alcuni fatti comunque, sono ormai assodati.
Uno di questi si può  considerare la Rivoluzione francese durante la quale si sono evidenziate forze  che nel corso degli ultimi tre secoli  si sono date da fare per cambiare la struttura del potere nel mondo, cosa che si è verificata in Europa e nelle sue colonie, in modo molto chiaro, con il passaggio dall' Ancien Regime alle Democrazie moderne.
Un passaggio non indolore che ha  segnato varie tappe in cui forze contrapposte hanno  cercato di opporsi ( Restaurazione) o portare avanti  ( rivoluzioni e guerre) questo disegno.
 Un altro  fatto e' il passaggio  del potere mondiale dall' Europa  prima del 1918 agli U.S.A. del XX secolo.
Non si può negare che da questo "passaggio di consegne" - attraverso l' abbattimento dello status quo ottocentesco ( che , non si può negare, dopo Napoleone, un buon equilibrio di pace l'aveva raggiunto)  perseguito da chi voleva un "Mondo Nuovo" - siano scaturite, non la pace auspicata dai trattati del 1918 ma una serie interminabile di guerre che hanno impegnato nei decenni vari scacchieri mondiali: la nascita dei totalitarismi, la seconda guerra mondiale, le guerre asiatiche ( Corea, Vietnam), la  Guerra Fredda con le sue conseguenze che durano ancora oggi, le guerre del medio Oriente, e, drammatico scenario senza soluzione apparente, l'emigrazione di interi popoli verso l'Europa dovuto a guerre che l'onnipotente ONU pare Incapace di concludere, senza parlare di schiavitù e tratte varie, ecc. di cui, ancora  adesso, non si vede la fine, nonostante la creazione della Società delle Nazioni, prima, e dell'O.N.U., poi, che dovevano essere la panacea per la fine di tutte le guerre.

Colpisce anche che alle enfatiche e continue dichiarazioni  sui Diritti dell'Uomo, non riesca mai a seguire loro applicazione, nonostante  la presenza degli organismi internazionali appositi creati proprio per applicarli e a cui, sembra, abbia aderito la quasi globalità delle Nazioni. Mancata applicazione che continua a vedere guerre, carneficine e Diritti elementari  negati.
Questo ci interpella: davvero quel " Mondo  Nuovo" pervicacemente voluto era il Migliore Dei Mondi Possibili?


 O, forse - forse per carità - era meglio prima?

mercoledì 6 agosto 2014

Europa e Radici


    




Come riporta UCCR: "Molti storici, credenti e non credenti, cristiani e non cristiani, presero posizione sostenendo la richiesta di Giovanni Paolo II e tra questi anche l’italiano Sergio Romano, laico e anticlericale. Nel 2002 scrisse sul “Corriere della Sera”: «Dovrebbe dunque la Costituzione europea, come chiede ora implicitamente Giovanni Paolo II, menzionare le religioni e riconoscere, come suggerisce Francesco Cossiga, le radici cristiane dell’ Europa? Se accettassimo questi suggerimenti renderemmo onore alla verità." 

Antonio Crivotti scrive, invece, su Repubblica  del 23 settembre scorso:  
...."Come dato di fatto, le “radici cristiane” dell’Europa sono cosa incontrovertibile. Non meno incontrovertibile del fatto che, in grande maggioranza, gli Europei hanno la pelle bianca, o che a occidente l’Europa confina con l’Oceano Atlantico. E dei dati di fatto indipendenti dalla nostra volontà non ha senso vantarsi né vergognarsi, a meno che a questi fatti non si voglia attribuire un valore programmatico, di modello o di delimitazione. Menzionare nella Convenzione europea le “radici bianche” della popolazione sarebbe superfluo come indicazione di un dato di fatto e del tutto inaccettabile nel mondo di oggi come indicazione di auspicabile delimitazione o di orientamento preferenziale per il futuro."...

Quest'ultima affermazione può lasciare davvero perplessi perché se qualcosa è avvenuto. -  e riporto Crivotti: "in grande maggioranza, gli Europei hanno la pelle bianca", "a occidente l’Europa confina con l’Oceano Atlantico" - perché deve ritenersi superfluo menzionarlo? E solo un' azione di chiarezza e verità, mentre il celarlo si, quello, può ritenersi un'omissione programmatica.
 Non è che il passato possa cambiarsi ed è famosa la frase di George Santayana *:  "Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo". Visto che in Europa di errori ne sono stati fatti molti ogni volta che si è cercato di cancellare il passato, di costruire "mondi nuovi", di snaturare il cuore di una cultura che ha costruito una civiltà  rivelatasi per parecchi secoli, vincente, umana, all'avanguardia.
 Umana, soprattutto, e certamente, nonostante gli errori e le storture insite nella natura dell'uomo, più benevola di altre civiltà del passato - lontano e vicino -  dove, magari, accanto a monumenti anche insigni, a conquiste tecnologiche o scientifiche, si sono perpetrati delitti e genocidi. Pensiamo  soltanto a certi riti dell'Oriente cananeo, dei Maya, per il passato, fino agli orrori della Rivoluzione francese, ai campi di sterminio nazisti, ai gulag comunisti, di ieri.
Sono duemila anni che dalle ceneri della civiltà occidentale ( costituitasi dai greci e dai romani, che pur civili avevano le loro barbarie e schiavitù) l'Europa come la conosciamo si era forgiata attorno al Vangelo e il suo messaggio, costruendo un consesso civile e, rispetto ad altre parti del mondo, aperto alla vita e al progresso, appunto "più umano".

Se errori e crudeltà ci sono state esse devono imputarsi alla sete di potere e soprattutto al mai abbandonato tentativo di costruire " un'altra" civiltà , un mondo " nuovo", " diverso" da quello cristiano che, appunto per la sua radicalita', dava fastidio a molti.
Facile dire che la religione è stata la causa delle guerre europee. Salta agli occhi come spesso la religione ( ma qualsiasi altra causa può essere indicata impropriamente) sia stata usata disinvoltamente per scopi ben diversi dalla fede. Senza risalire fino alle guerre per le investiture, osserviamo  la frattura che si causò con Riforma e Controriforma nel  Rinascimento : di guerra in guerra, che di religioso avevano solo il nome, portò al "mondo nuovo" della ghigliottina, delle guerre mondiali e del " secolo breve".

E oggi? Oggi si vuole costruire l'Europa delle Monete e del  Mercato, idoli muti che stanno distruggendo la vita delle persone, mentre si sostiene che la migliorano. 
Finanza e Mercato: comprare e vendere e le sue regole. Mammona.  Tutto finisce lì. 
Dal telefonino al figlio perfetto. 
Mammona non deve rispondere che se stessa. Non c'è altro, non più l'Uomo ma la Merce.
In tempi più saggi per indicare una persona non raccomandabile si diceva: " Quello? Non ci si può fidare, venderebbe anche sua madre".
Eccoci serviti.
È questa l'Europa che vogliamo? L'Europa che ci aspetta?


* La frase è del filosofo e scrittore spagnolo George Santayana, e si trova in La ragione nel senso comune (Reason in Common Sense), che costituisce il primo volume del suo La vita della ragione (The Life of Reason, 1905-1906): "Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo".









martedì 5 agosto 2014

O.N.U. , il monumento oggi

HE
will judge between the nations and will settle disputes for many peoples. They will beat their swords into plowshares and their spears into pruning hooks. Nation will not take up sword against nation, nor will they train for war anymore.
( Isaiah. 2,4)




Egli sarà giudice fra le genti
e sarà arbitro fra molti popoli.
Forgeranno le loro spade in vomeri,
le loro lance in falci;
un popolo non alzerà più la spada
contro un altro popolo,
non si eserciteranno più nell'arte della guerra.


How  HE will  judge us? 

Wie Er uns will richten ?

Comme Il nous jugera?

Egli, come ci giudicherà ?



giovedì 31 luglio 2014

Teoria del complotto: chi è stato? - 4


La "teoria del complotto" enumera una serie di  sotto categorie per definire una "congiura" . Wikipedia ne  contempla parecchie. Ma, una volta verificatane la plausibilità attraverso le "Coordinate invisibili"o gli "Indizi nascosti", e' possibile anche  dare un volto preciso  ai "congiurati", ai partecipanti a un complotto?
Qui è' meglio andare con i piedi di piombo perché si può passare rapidamente da una buona intuizione sul fatto che  dietro un avvenimento ci sia un "complotto" , a una bufala o a una leggenda metropolitana, volendo attribuire la responsabilità ai Rosacroce, piuttosto che ai  Rettiliani, piuttosto che agli UFO o al Majestic, o altri personaggi ben enumerati nel link:  it.wikipedia.org/wiki/Argomenti_delle_teorie_del_complotto
Davanti a certi avvenimenti eclatanti e' facile sospettare che a muoverne i fili non sia stato il cieco Caso ma qualcun altro, più difficile e, direi erroneo, puntare il dito contro qualcuno, con troppa precisione.

È chiaro che il protagonista della storia è l'uomo, poi ci possono essere altri Fatti o Deuteragonisti  che si nascondono dietro alle più svariate sigle.
Meglio  quindi sarebbe individuare le direttrici, gli obbiettivi, gli scopi che sottendono certi accadimenti: ciò che avviene è per la pace o per la guerra, per il bene o per il male e la distruzione dell'umanità ? Quali fini vengono raggiunti?
Questo è già un grosso discriminante per giudicare le cose e rintracciare le Coordinate invisibili, gli Indizi nascosti. Il fine ultimo e' quello che conta, insieme ai risultati. Sempre salvando l' Eterogenesi dei fini, che, a sua volta, può  essere, a sua volta, un indizio prezioso, un Indizio nascosto.
Non vedo nulla di meglio per giudicare  gli avvenimenti storici accaduti che quello di individuarne le Coordinate invisibili e incrociarle con questi passi del Vangelo ( non ho trovato niente di più  calzante nei vari libri sacri delle varie religioni):

..." (Lu. 6,43-45). Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d'altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.

..."(Mt. 7,15-19) Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così  ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un  albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco."

Ecco, in questo modo si possono trarre delle conclusioni più realistiche 
In questo modo, in alcuni casi,  è più facile dare un volto ai "complottisti", ai responsabili di un fatto. Le sigle, in fondo, sono secondarie.



martedì 29 luglio 2014

Verità storiche: le coordinate invisibili - 3



Consideriamo un avvenimento storico e la sua "versione convenzionale". 
Di solito vengono considerate:
1) - le cause immediate o scatenanti
2) - le cause remote

Prendiamone uno di attualità: lo scoppio della prima guerra mondiale.
Le cause scatenanti sono troppo evidenti per negarne la realtà: nel nostro caso, la causa immediata e', senza dubbio, l'attentato all'erede al trono austroungarico a Sarajevo. 
Per quanto riguarda invece le cause remote, solitamente, nel mondo ufficiale degli "esperti", si elencano una serie di avvenimenti, ovvii, sfumati e generici: e qui abbiamo la prima azione  fuorviante di neutralizzazione per impedire che si scoprano i veri motivi per cui questa guerra è scoppiata. 
Naturalmente su questo argomento ( la prima guerra mondiale ) si sono scritti migliaia di libri, si sono fatti migliaia di servizi televisivi e centinaia di migliaia di ipotesi: nazionalismi, la "revanche " francese contro l'imperialismo tedesco, la paura del socialismo nelle classi abbienti, predominio delle caste militari, desiderio di riscatto del proletariato... Se però  si va a fondo non emergono mai conclusioni precise. Le ipotesi si lasciano fluttuare, una vale l'altra, sono tutte sullo stesso piano. Se seguiamo le tesi del "politically correct" alla fine ci troviamo con un pugno di mosche e possiamo solo abbandonaci alle rievocazioni  retoriche ed emotive. Così ogni anomalia sarà azzerata....
Altre ipotesi, più concrete, che disturbano il pensiero debole, sono accuratamente celate. Ed è quello il momento di incominciare.
Incominciare a cercare le Coordinate Invisibili.

Iniziamo facendoci delle domande con un "brain-storming ":
- perché  una guerra, nel cuore di un continente ( l'Europa) ricco e civilmente avanzato, relativamente al resto del mondo?
- perché una guerra, dove non c'era crisi economica grave, dove c'erano già un'industria fiorente e una globalizzazione virtuosa (attraverso le colonie), dove pareva esserci una certa stabilità sociale ("valori" comuni condivisi), in un continente che era -in un certo senso - il " gendarme del "mondo" di allora e ne garantiva l'equilibrio ?
- perché una guerra, dove si stavano delineando, con i sindacati e i partiti politici, welfare, equità e giustizia sociale?
- e naturalmente la domanda principale: CUI  PRODEST?

A quest'ultima domanda possiamo subito rispondere: 
- a chi voleva bloccare un processo positivo per l'Europa prima che arrivasse a un punto di non ritorno, difficile da contrastare,
- a chi interessava sostituirsi nella gestione del potere per  imporre la propria volontà, la propria visione del mondo, diversa da quella vigente.

Qual era il potere vigente in Europa? 
Naturalmente quello dei due principali Imperi, il Russo e l'Asburgico, imperi che avevano caratteristiche particolari: erano l'opposto del nazionalismo serpeggiante, non basavano la loro economia sull'utilitarismo puro di stampo capitalistico e difendevano una visione religiosa della storia. Stesso atteggiamento che, con le dovute differenze di tradizioni e civiltà, nel medio Oriente, veniva fatto dall'Impero Ottomano
Qual era il potere che a questi Imperi si opponeva?
C'era il giovane Impero Tedesco che nasceva da presupposti nazionalisti a differenza dei primi tre, c'era la Repubblica Francese che era risorta dalle ceneri di una Rivoluzione, contraria all'unione di Trono e Altare, c'era il mercantilismo dell'Impero Inglese  di matrice  prepotentemente utilitaristica, e, lontano, un'America in fermento.
Tutte realtà basate su forti caratteristiche "nazionali" e " laiche".
Incrociamo queste Coordinate  invisibili  con la presenza di un potere nascosto e trasversale all'Europa e al mondo, un potere che poteva unire militari, imprenditori, industriali, principi "illuminati", borghesi e progressisti di ogni genere. Un potere che voleva abbattere lo status quo per ricostruire un "mondo nuovo" con altri presupposti: ed ecco delinearsi una versione "non tradizionale" sullo scoppio della prima guerra mondiale che molto difficilmente i libri di storia riportano.
Guerra che distrusse l'Europa in una carneficina senza uguali, che precipitò l'intero continente nel " mondo nuovo" del nazismo dei campi di sterminio e del comunismo dei gulag e, che se ci si illudeva potesse avere uno scopo positivo, non lo raggiunse.
Eterogenesi dei fini.
Ma oggi, questi pericoli, sono scomparsi?
Provate a raggiungere una risposta identificando le coordinate nascoste, partendo da un fatto d'attualità

lunedì 28 luglio 2014

Verità storiche e Teoria del Complotto - 2




Come verificare la veridicità di un fatto storico?
Ovviamente in modo razionale.
Ritorniamo per un momento ad alcuni punti della "teoria del complotto".
Gli scettici davanti a una versione storica " creativa" o alternativa sostengono che:
  1. Non è sostenuta da prove sufficienti.
  2. È formulata in modo tale da essere non verificabile.
  3. È complessa in maniera improbabile.

I difensori di questa versione rispondono puntualizzando che:

A) - Le persone potenti coinvolte nella cospirazione nascondono, distruggono od offuscano le prove.
B) - Gli scettici non sono dotati di una sufficiente apertura mentale.
C) - Gli scettici potrebbero essere politicamente motivati o avere interesse a mantenere lo status quo.

Cominciamo dal punto A:
 se abbiamo fonti storiche ben precise, suffragate da testimoni oculari è giusto confutare le versioni " creative" e alternative a un fatto storico che poggiano su fonti e documenti dubbi o inesistenti, non è questione di "offuscare le prove", se non ci sono i presupposti.

Punto B:
L'affermazione A spiazza anche chi sostiene che  che gli scettici possano essere ristretti di mente o amanti dello status quo: le loro confutazioni invece hanno un fondamento logico e razionale poiché certe versioni non sono sostenute da prove sufficienti. Si possono, infatti, fare mille congetture, come insegna la matematica, ma poi bisogna dimostrarle. E fino a dimostrazione avvenuta rimangono solo congetture prive di veridicità. Solo le versioni di un fatto storico che possono essere dimostrate o avallate da fonti sicure possono essere accettate.

Punto C:
Infine, pur potendoci essere dimostrazioni attendibili di una versione "alternativa" se esse  si rivelano troppo cervellotiche - andando contro al principio  del "rasoio di Occam" : « A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire » - e' chiaro che è' molto più accettabile un ragionevole principio di buon senso piuttosto che una spiegazione contorta.
Facciamo un esempio: se abbiamo davanti a noi un manufatto tecnologico, una televisione o un computer, sarà più ragionevole sostenere che sono stati fatti dall'uomo piuttosto che tirare in ballo il Caso che nelle sue innumerevoli combinazioni acefale, rimestando, magari, un Brodo Primordiale, ha confezionato tali oggetti.

Queste, comunque sono solo delle considerazioni preliminari, poi ci sono quelle che si possono definire le "Coordinate invisibili" o gli "Indizi silenziosi" e vedremo cosa sono nel prossimo post.